sabato 30 settembre 2017

Sardegna, un suicidio ogni 20mila abitanti: “Ribellatevi e combattete”

Sardegna, un suicidio ogni 20mila abitanti: “Ribellatevi e combattete”


Striscioni a Cagliari, Carbonia, Iglesias, Sassari, Alghero e Oristano con su scritto "Basta suicidi, ribellati e combatti !" sono stati affissi questa notte dai militanti di CasaPound


Striscioni a Cagliari, Carbonia, Iglesias, Sassari, Alghero e Oristano con su scritto “Basta suicidi, ribellati e combatti !” sono stati affissi questa notte dai militanti di CasaPound Italia per sensibilizzare la popolazione sul problema dei suicidi che attanaglia la regione Sardegna.
“La Sardegna – afferma CasaPound – è la regione Italiana col più alto tasso di suicidi, 20 ogni centomila abitanti, e questo preoccupante fenomeno non sembra interessare ai nostri amministratori”.
“Le istituzioni hanno voltato le spalle al popolo e non ritengono importante investire alcuno sforzo nel contrastare tutti quei problemi che sempre più spesso colpiscono le frange più deboli -continua CasaPound- così disoccupazione, sfratti, difficoltà ad avere una casa di proprietà, pressione fiscale alle stelle, privatizzazione di beni primari, vengono accantonati a favore di tematiche moderne, foraggiate culturalmente dai diktat dell’Europa delle banche, sicuramente più redditizie”.
“Assistiamo increduli alle proposte in cui la soluzione al suicidio parrebbe essere il sollevare barriere antisuicidio sui ponti storici – prosegue CasaPound – e non ci sorprenderebbe se qualcuno arrivasse a proporre il posizionamento di materassi nei pressi di palazzi oltre i tre piani, vietare la vendita di tubi da collegare alla marmitta o, perché no, dotare le manopole delle bombole di test per valutare il livello di disperazione di chi ne fà uso, il tutto pur di non affrontare seriamente il problema: il disagio sociale che serpeggia nella Regione e di cui la politica ha enormi responsabilità”.
“Con la nostra azione vogliamo ribadire che l’unica soluzione è che lo Stato torni a occuparsi dei problemi reali dei cittadini – conclude CasaPound – ed invitare i cittadini a combattere affinché chi ci amministra sia costretto a dare risposte

Salerno, suicida moglie di ex assessore: si è lanciata nel vuoto

Salerno, suicida moglie di ex assessore: si è lanciata nel vuoto



Si è lanciata dal sesto piano di via  Siciliano a Nocera Inferiore. L'impatto è stato violentissimo. La donna è morta sul colpo. È la moglie di Salvatore Soriente, volto noto della politica cittadina per aver ricoperto diverse volte la carica di consigliere comunale e assessore.

La donna, che aveva 66 anni, da tempo soffriva di depressione. Questa mattina, durante il consiglio comunale, l'assemblea ha espresso dolore all'ex consigliere per la tragedia che lo ha coinvolto. 
fonte : ilmattino

Vuoi conoscere il Costo piu basso della perizia econometrica ?

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Molti o troppi si vantano di avere un costo basso nella redazione di Perizie econometriche , forse perché non hai ancora chiesto un preventivo! Basta inviarci una mail e lo scoprirai. Vuoi conoscere il Costo più basso della perizia econometrica…



La tragedia di Miriam: suicida a 18 anni „La tragedia di Miriam: suicida a 18 anni“


La tragedia di Miriam: suicida a 18 anni

Si chiamava Miriam Cimmino la ragazza che si è tolta la vita, nel pomeriggio di oggi, nel centro storico di Arzano, in via Napoli. Miriam, 18 anni compiuti da poco, si è lanciata dal terzo piano della propria abitazione.

L'arrivo di polizia, carabinieri, e di un mezzo del 118 che l'ha trasportata immediatamente in ospedale, non è servito. Le ferite erano troppo gravi perché i medici potessero farle salva la vita.







fonte:  http://www.napolitoday.it/cronaca/suicidio-miriam-cimmino-18enne-arzano.html

Ungheria, nuova campagna anti-Soros

Da domenica un questionario sul presunto "Piano Soros" sui migranti


Budapest, 29 set. (askanews) – Nuove polemiche in Ungheria tra il governo e gli attivisti per i diritti umani sulla “consultazione nazionale” che ha l’obiettivo di colpire il miliardario George Soros, accusato da Budapest di voler inondare il Paese con milioni di migranti ogni anno.
La campagna del governo, accompagnata da cartelloni e spot tv con la faccia di Soros e il pay-off “Non lasciate a Soros l’ultima risata”, prevede che vengano inviati a partire da domenica questionari sul presunto “Piano Soros”, che non esiste sulla carta ma che secondo il premier conservatore ungherese prevede un’invasione di migranti in Ungheria.

Banche inchiesta sul Mediocredito del Friuli Venezia Giulia : “Concorso in bancarotta e mendacio bancario”

Banche inchiesta sul Mediocredito del Friuli Venezia Giulia : “Concorso in bancarotta e mendacio bancario”


Le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti nella sede udinese dell’istituto controllato dalla Regione. Stando a un esposto, nei bilanci non sono state segnalate le difficoltà di molte delle aziende finanziate, poi fallite. Nel 2016 la banca ha chiuso in rosso per 76 milioni. L’assessore regionale alle Finanze: “Operazioni che risalgono alla giunta precedente” 
E’ bastata una perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di Mediocredito, l’istituto di credito regionale, a Udine, per scatenare un pandemonio in Friuli Venezia Giulia.

sabato 9 settembre 2017

Si impicca nella sua abitazione La moglie ha trovato il corpo del 61enne nella tromba delle scale



Cento. Ha deciso di farla finita impiccandosi nella sua abitazione in via Rigone, a due passi dal Giardino del Gigante. A fare la tragica scoperta è stata la moglie che, rincasando giovedì mattina, alle 11.45 circa, ha trovato il corpo del marito nella tromba delle scale.
La vittima è un uomo di 61 anni – L.L. le sue iniziali – che giovedì ha compiuto il tragico ed estremo gesto. Le ragioni che avrebbero portato il 61enne a togliersi la vita sarebbero legate a problemi personali, culminati nell’imminente separazione dalla moglie.
Sul luogo della tragedia si sono portati i carabinieri di Cento per le indagini e il personale del 118 con ambulanza ed automedica che, però, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del suicida.

fonte : estense.com




Poliziotto del reparto mobile di Padova muore suicida nel Pordenonese

Poliziotto del reparto mobile di Padova muore suicida nel Pordenonese 7 settembre 2017
La tragedia nel Pordenonese, a Bagnarola di San Vito al Tagliamento. 

Aveva 39 anni Poliziotto del reparto mobile di Padova muore suicida nel Pordenonese 7 settembre 2017 restava servizio nel reparto mobile di Padova il 39enne che mercoledì pomeriggio si è tolto la vita conficcandosi un coltello nel petto.

INUTILI I SOCCORSI.


La tragedia nel Pordenonese a Bagnarola di San Vito al Tagliamento provincia di Pordenone. Per il poliziotto non c'è stato nulla da fare. Da quanto si è appreso l'agente, prima di impugnare l'arma aveva avuto una discussione con la moglie.

fonte: padovaoggi

Sempre fedeli alla Chiesa. Sì, ma a quale?

Fedeli alla Chiesa sempre: ma quale? Che cosa è la Chiesa cattolica, apostolica e romana? Non avremmo mai creduto di doverci porre questa domanda per cercar di fare un po’ di ordine nel caos nel quale ci siamo venuti a trovare. di Francesco Lamendola



Che cosa è la Chiesa cattolica, apostolica e romana? Non avremmo mai creduto di doverci porre questa domanda, per cercar di fare un po’ di ordine nel caos nel quale, da cattolici, ci siamo venuti a trovare, senza averlo voluto, senza avervi partecipato, senza avervi, soprattutto, in alcun modo assentito. Che cosa sia la Chiesa, credevamo di saperlo, di averlo sempre saputo; davamo per scontato quale fosse la risposta. È come quando si ama una persona: si crede di conoscerla, di sapere tutto di lei, dopo tanti anni che le si vive accanto; e poi, un giorno, ci si accorge che non è così, che quella persona è un enigma, una perfetta estranea, che noi non sappiamo nulla di lei, e non abbiamo mai saputo nulla, abbiamo solo creduto di saperlo: chi sia quella persona, ce lo domandiamo per la prima volta, con sgomento, magari dopo vent’anni, dopo trent’anni che abbiamo vissuto insieme a lei. Ebbene, la stessa cosa è capitato a noi e, crediamo, a parecchi milioni di persone: cattolici battezzati, cresciuti nella Chiesa, accompagnati dai Sacramenti, magari con qualche periodo di dubbio, di sbandamento, d’incredulità, poi di nuovo pacificati con Dio e coi fratelli, di nuovo nel grembo della Sposa di Cristo. Oppure no? Oppure è stato tutto un abbaglio, è stata solo un’illusione, una specie di sogno a occhi aperti? Succede, a certi mariti, di scoprire, magari dopo parecchi anni di matrimonio, che la loro moglie li ha traditi; non una volta, non occasionalmente, ma sistematicamente, magari anche con quelli che lui credeva i suoi migliori amici. E non avevano mai sospettato nulla, intuito nulla; non erano mai stati sfiorati da un sospetto. Lavoravano, non le facevano mancare niente; ed ecco che la benda è caduta loro dagli occhi, la realtà si rivela completamente diversa da come pareva e quella unione così solida va in pezzi da un giorno all’altro. Ecco: è così che si sentono, oggi, milioni e milioni di cattolici: ingannati e traditi, e proprio da colei che ritenevano al di sopra di ogni sospetto, da colei che aveva promesso di essere loro sempre al fianco, sempre fedele, nella buona e nella cattiva sorte; colei che ha dato loro dei figli, che li ha amati, che li ha cresciuti. Ma come è stato possibile, in nome del Cielo? Sì, forse il paragone è un po’ rozzo, non rende l’idea in tutte le sfumature e soprattutto si presta solo in parte a rendere la dinamica che si è creata fra i cattolici e la loro Chiesa: perché nella Chiesa, come essi credono fermamente, non c’è solo l’elemento umano, che, come tale, è fallibile, ma anche e soprattutto quello divino, la presenza dello Spirito Santo, la Presenza Reale di Gesù Cristo nella santa Eucarestia: per cui il paragone con il matrimonio non è del tutto soddisfacente; eppure, bisogna tener presente che il matrimonio cattolico è comunque un Sacramento e non – qualcuno, forse, se l’è dimenticato – una faccenda puramente umana, un contratto fra un uomo e una donna, ma una unione fra tre persone, non due: l’uomo, la donna e Dio Padre.
Un giorno, dunque, ci siamo guardati attorno e abbiamo visto, abbiamo sentito, abbiamo capito che la chiesa non era più la Chiesa; non perché non fosse più la nostra in senso affettivo e sentimentale, ma perché non rispecchiava più nulla di ciò che, da sempre, ci era stato insegnato in essa e da essa; non erano cambiate solo le forme, a cominciare dalla liturgia – per quanto, sbaglierebbe e di molto colui che credesse la liturgia una specie di vestito che si può indossare, levare e cambiare a capriccio, secondo l’umore del momento storico che si sta attraversando; no, non era solo questo, benché fosse anche questo, cioè un senso si spaesamento, di estraneità, di totale differenza. Era anche qualcos’altro, qualcosa di più e perfino di peggio: era la chiarissima comprensione che questa chiesa, che si fa ancora chiamare cattolica, non è più cattolica, e probabilmente non è più Chiesa: non con la lettera maiuscola, in ogni caso; non come fondata, ispirata e guidata da Dio, dal Dio che ci ha insegnato e mostrato Gesù Cristo – e con buona pace di papa Francesco, il quale non esita a dire, con scandalo gravissimo dei fedeli, che Dio non è cattolico. Ma certo che lo è: nel senso che il Dio che i cattolici riconoscono, è il Dio insegnato da Gesù, mediante la divina Rivelazione; e la sua interpretazione, Scritture e Tradizione insieme, è appunto quella della Chiesa cattolica, della vera Chiesa cattolica, non di questa contraffazione, di questa pessima copia che il clero modernista spaccia come autentica. Ma se un papa, se il papa, parla così, è evidente che c’è qualcosa che non va. E si fosse limitato a dire solo questo! Non passa giorno, da quando è stato eletto, che non sferri una nuova picconata alla dottrina; ridotta, questa, a uno straccio che si usa e si getta quando non serve più, ad esempio quando ha l’orribile difetto di dividere. Ma come! Si capisce che una dottrina divide: deve farlo; altrimenti, che razza di dottrina sarà mai? Una dottrina che piace a tutti, che va bene per tutti, che incontra il consenso di tutti, non è una dottrina, tanto meno la dottrina cattolica: è un riflesso di ciò che il mondo pensa, sente, desidera. Vale a dire, l’esatto opposto di quel che la Chiesa dovrebbe pensare, sentire e affermare. Non c’è mediazione possibile fra le due cose: o si sta con la Chiesa, o si sta con il mondo. Ma la Chiesa, da un po’ di tempo, vuole piacere al mondo; vuole andare d’accordo col mondo; il papa fa il piacione, vuol riuscire simpatico al mondo, alla stampa, alla televisione, alle folle, e specialmente alla stampa, alle televisioni e alla folle non cattoliche, o anticattoliche, o atee: e se ne compiace, perché questo gli sembra la prova del fatto che lui non è clericale, cosa che giudica come il male più grande della Chiesa, il che, diciamolo pure e senza peli sulla lingua, è semplicemente scandaloso. Pure i vescovi, i preti, fanno i piacioni, fanno i buffoni, fanno i generosi all’ingrosso: applicano, con cinquant’anni di ritardo, il folle slogan del 1968: proibito proibire, e infatti non proibiscono più nulla, non parlano più della colpa, del peccato, del giudizio, della vita eterna e dell’inferno che attende ciascun uom che Dio non teme, come dice Dante; perdonano chiunque, anche senza vero pentimento, chiudono un occhio, o anche tutti e due, e, così facendo, buttano via il Corpo e il Sangue di Cristo, profanandoli in una eucarestia che non è più l’Eucarestia, in una messa che non è più la santa Messa, in una chiesa che non è affatto la vera Chiesa. Si comportano come se la Chiesa, la Messa, l’Eucarestia, fossero cose loro, di loro proprietà; come se avessero tutto il diritto di cambiare, di stravolgere, di ribaltare ciò che la Chiesa, la Messa e l’Eucarestia sono sempre stati, e ciò che devono essere, per essere veri e benedetti da Dio; altrimenti, non sono che blasfeme imitazioni, simili alla moneta contraffatta che il falsario stampa di nascosto e poi mette in circolazione, con cinismo e sfrontatezza, convinto che gli altri non si accorgeranno di nulla, che il suo imbroglio passerà inosservato e che resterà impunito, perché è giusto che i più furbi abbiano la meglio e che s’impongano sulla massa dei pecoroni. Codesti membri del clero modernista, però, non si sentono dei falsari, al contrario, si sentono ispirati e pieni di zelo; ma allora perché agiscono come ladri nella notte, e introducono ogni giorno delle novità sconcertanti, inaudite, scandalose, che nessuno ha mai visto prima, che non stanno scritte da nessuna parte, e nemmeno nei documenti del tanto celebrato (da loro) Concilio Vaticano II?
Siamo certi che chi vuol capire quel che stiamo dicendo, lo capisce benissimo, anche se schiuma di rabbia davanti a tanta ottusità, a tanto conservatorismo, a tanta incomprensione delle loro buone anzi, ottime intenzioni, e vanno in estasi davanti alla popolarità del papa, dei vescovi e dei preti di strada; e non riflettono che proprio tutta quella popolarità dovrebbe essere, di per se stessa, sospetta. Quando mai il cristiano, che dice la Verità del Vangelo, nuda e cruda, riceve solamente sorrisi, applausi e complimenti? Quando mai i nemici di Cristo e della Chiesa gli vanno incontro festosi, lo acclamano, lo alzano in trionfo, come se fosse uno dei loro? Non viene in mente a costoro che, se ciò accade, ci deve essere qualcosa di profondamente sbagliato nel loro modo di porgere il Vangelo, nel loro modo di viverlo, di sentirlo, di amarlo, di tradurlo in opere? A noi risulta (a Sosa Abascal, non sappiamo) che Gesù non facesse per nulla il piacione; che non blandisse i vizi e le debolezze degli uomini, ma che li esortasse, con parole molto forti, a rispettare la legge di Dio: e se un occhio ti dà scandalo, strappatelo; e se una mano o un piede ti sono di scandalo, tagliateli! Così parlava Gesù Cristo, e diceva “sì, sì”, e “no, no”, perché il resto viene dal diavolo. Perciò, quando gli hanno chiesto se sia lecito il divorzio, Egli ha risposto che non lo è, perché l’uomo non ha il diritto di dividere quel che Dio ha unito; e non ha parlato, come fa il papa Francesco con la Amoris laetitia, di discernimento, di singoli casi da valutare, di situazioni oggettivamente complesse, che vanno capite e “accompagnate”. Ma che vuol dire “accompagnare”, in nome di Dio? Accompagnate verso la redenzione o verso l’ostinazione e l’indurimento nel peccato? Accompagnate nel ritorno a Dio o accompagnate verso l’inferno? Parliamoci chiaro: far credere agli uomini che il peccato non è più peccato, che il male è diventato bene, o quasi bene, o insomma qualche cosa di non poi tanto grave, significa ingannarli; e ingannare gli uomini in materia di peccato, significa dare loro il viatico per l’inferno. Si rendono conto, questi preti, vescovi e cardinali modernisti e progressisti, della responsabilità immensa di cui si stanno caricando la coscienza, e di cui dovranno un dì rispondere davanti a Dio, per aver sospinto le pecorelle che dovevano custodire. verso il fuoco eterno della dannazione? Sta di fatto che Gesù Cristo cercava così poco di piacere alle masse, che alla fine è stato messo in croce, e la folla ha preferito che venisse liberato al posto suo, Barabba, un assassino; mentre papa Francesco raccoglie applausi ovunque, ma, ripetiamo, specie da quelli che detestano la Chiesa, non credono in Gesù Cristo e vorrebbero vedere la Croce calpestata e seppellita per sempre: i massoni, i radicali, gli abortisti, gli omosessualisti, i relativisti, i sincretisti, i naturalisti e i panteisti. Oh, sì: a tutti costoro piace la chiesa di Bergoglio, piace lo stile di Bergoglio, e non fanno altro che dire: “Ah, che grand’uomo è papa Francesco! Che magnifica cosa sarebbe, se tutti i preti fossero come lui!”. Di Dio, su Dio, neanche una parola; di Gesù Cristo, su Gesù Cristo, niente di niente: sono diventati dei dettagli trascurabili, delle anticaglie di un tempo remoto. L’importante è lodare il papa, i vescovi e i preti di strada, i teologi della liberazione e della svolta antropologica. Quella sì, che è gente meritevole; quelli sì, i cardinali massoni come Martini, i preti marxisti come don Gallo, amici di Luxuria e dei travestiti, degl’invertiti, degli adulteri, delle prostitute e dei prostituti. Ma anche Gesù, sono pronti a dire costoro, frequentava quel tipo di persone. Niente affatto! Quando Gesù parlava ai peccatori e alle peccatrici, lo faceva per far comprendere loro la gravità dei loro peccati e per invitarli al pentimento e alla conversione; e l’atteggiamento di quelle persone, così come lo riferisce il Vangelo (con buona pace di padre Sosa, il quale sostiene che non sappiamo cosa disse e fece davvero Gesù) era più che eloquente. Le loro lacrime, i loro gesti di contrizione parlavano più di cento, di mille parole: avevano compreso, si vergognavano dei loro peccati, erano decisi a cambiar vita. Se i preti di strada frequentassero i peccatori con il vero spirito di Cristo, non ci sarebbe nulla di male, tutt’altro; ma accade tutto il contrario; dicono loro che non fanno niente di male, che l’importante è amare, e che se c’è l’amore, c’è anche Dio, dunque stiano sereni e tranquilli, sono già perdonati, ammesso che ci sia qualcosa da perdonare nella loro vita.
L’anno scorso ha fatto rumore la notizia che due suore, di ritorno dalla missione in Africa, avendo scoperto di essersi innamorate l’una dell’altra, avevano deciso di amarsi liberamente e di sposarsi, in municipio per intanto, e un domani, se possibile, in Chiesa. Aveva fatto rumore, perché è stato il primo caso, almeno in Italia; ma altri stanno seguendo, come quando un mattone della diga cede, e tutta l’acqua fangosa si precipita nella falla, la allarga, fa saltare la diga e irrompe come un’onda inarrestabile nella valle. Ora, quel che colpisce in casi del genere, non è il fatto che avvengano: la natura umana è fragile, è esposta alle tentazioni; si sa che può cadere, si sa che può peccare. La notizia non è che sia accaduto un fatto del genere, ma come le due donne lo hanno vissuto. Non hanno ritenuto di riflettere in silenzio, e di trarre in silenzio le loro conclusioni; non hanno ritenuto giusto osservare il riserbo, lasciare il convento senza scandalo: hanno voluto rendere nota a tutti la loro storia d’amore, poi sposarsi in municipio, a bandiere spiegate, con interviste a destra e a manca; e, soprattutto, hanno voluto fare la morale, anzi, la contro-morale al popolo cattolico: Dio non vuole che noi reprimiamo le nostre passioni, Dio vuole che siamo felici, che amiamo; dunque, bisogna fare come loro, avere “coraggio”, rifiutare l’”ipocrisia”, e gridare dai tetti le proprie passioni disordinate. Ecco, questa è la vera novità: il capovolgimento della dottrina e della morale cattoliche, da parte di coloro che avevano solennemente promesso di osservarle e di difenderle. Se un militante di un partito politico, a un certo punto della sua vita, cambia idea e decide che lì non è più il suo posto, chi gl’impedisce di andarsene? Ma, dichiarando che così è giusto, e intanto fare tutto l’opposto di quel che lo statuto del partito prevede, è cosa disonesta, abietta, inqualificabile. Va contro ogni codice di lealtà e di umana decenza. E spacciare questo voltafaccia per “coraggio” e rifiuto dell’“ipocrisia”, è la più raffinata delle viltà e delle ipocrisie.
Ecco: questa è la chiesa che non riconosciamo più, che non è più la nostra. Se la tengano: son degni di essa. Noi, senza crederci migliori di alcuno, sappiamo, però, il significato della parola fedeltà…

fonte : anticattocomunismo


Gli uomini della capitaneria di porto hanno accompagnato a riva i migranti. ma gli sbarchi in Sicilia non erano finiti?

Nuovo sbarco di migranti nell’Agrigentino: questa volta tocca al mare di Ribera (VIDEO) A documentare lo sbarco con un VIDEO è sempre l’associazione Mareamico. Questa volta, però, non è uno sbarco a umma umma. Come si legge nel comunicato inviato da Mareamico, sono gli uomini della capitaneria di porto che hanno accompagnato a riva i migranti. ma gli sbarchi in Sicilia non erano finiti?

Nuovo sbarco di migranti nelle spiagge dell’Agrigentino. L’arrivo, che risale a due giorni fa, è avvenuto dalle parti di Seccagrande, il luogo a mare di Ribera. lo sbarco è stato documentato, ancora una volta, dall’associazione Mareamico con un video (QUI IL VIDEO). Rispetto agli altri sbarchi a umma umma documentati da Mareamico, questo dà più informazioni: “Lo scorso 7 settembre nella spiaggia di Ribera, in pieno giorno, una barca carica di migranti è arrivata a riva ‘scortata’ dalla Capitaneria di porto – si legge nel comunicato di Mareamico -. Accade sempre così: le barche piene di migranti economici magrebini vengono individuate al largo dalle Forze dell’Ordine, viene intimato loro l’alt, suonano le sirene, ma alla fine non accade nulla e lo sbarco avviene lo stesso”. “Evidentemente – conclude il comunicato di Mareamico – debbono cambiare le regole d’ingaggio, altrimenti questo flusso biblico inarrestabile di migranti non verrà mai fermato!”. In effetti no è affatto chiaro quello che sta succedendo. Il Governo nazionale dice di aver ridotto il flusso di migranti. Si dice che in Libia non vadano tanto per il sottile nel trattare le persone che giungono lì con l’intento di imbarcarsi. Quello che è certo è che, in Sicilia, ai grandi sbarchi, si sono sostituiti i piccoli sbarchi…

QUI IL VIDEO CON LO SBARCO DI MIGRANTI GIALLONARDO – SEMPRE NELL’AGRIGENTINO – NEI GIORNI SCORSI

fonte : i nuovi vespri

Usura: la commissione di massimo scoperto rientra nel calcolo del Taeg

                         Usura: la commissione di massimo scoperto rientra nel calcolo del Taeg


Con la sentenza numero 15188 depositata il 20 giugno 2017 (e sotto allegata), la Suprema Corte ha ribadito che, come è ormai orientamento consistente:
“È da ritenere del tutto sicuro che l’onere recato dalla commissione di massimo scoperto esprima un costo del credito; e che, in quanto tale, lo stesso vada inserito nel conto delle voci rilevanti per la verifica dell’eventuale usurarietà dei negozi conclusi dall’autonomia del privati.” (Cass. n. 12028 del 2010; 28743/2010; 46669/2011).
È vero che ci sono state sentenze di diverso orientamento giuridico, ma è vero altresì che l’orientamento prevalente della Corte, sembra invece essere indirizzato nel considerare la CMS tra i costi legati all’erogazione del credito, e di conseguenza da considerare nel calcolo del TAEG e dell’usura.
Partendo da questa prospettiva, con l’introduzione, nella legge 2/2009 dell’articolo 2 bis comma 2, risulta automatico assumere, come regola, l’interpretazione autentica dell’articolo 644 del codice penale che chiarisce cosa rientra nel calcolo degli oneri indicati, correggendo una prassi amministrativa difforme. (si cfr. Cass. 12028/2010).
Si legge sempre nella sentenza della Cassazione che: “la commissione di massimo scoperto integra quale costo addossato al debitore, una specifica forma di remunerazione del credito”.
continua la lettura qui

venerdì 1 settembre 2017

Costo Perizia Econometrica.

Vuoi conoscere il Costo più basso della perizia econometrica ? Basta contattarci il rischio più’ alto in questi casi è sempre quello di finire come nel famoso detto : “dalla padella alla brace” ed è cosi che molti oggi si ritrovano quando non danno importanza alla ricerca di un analista (non serve uno scienziato o un luminare per redigere un’ analisi corretta). Oggi esiste un mezzo che rende la ricerca facile e immediata (internet), occorreranno solo poche decine di minuti per una ricerca appropriata e troverete così il vostro consulente di parte , bene subito dopo annotiamo tutti gli indirizzi email delle aziende o dei consulenti di parte in grado di offrirci questo servizio. A questo punto prepariamo una unica mail facendo attenzione nel mettere tutti i destinatari nascosti (ccn) esponiamo loro le problematiche e facciamo richiesta di un preventivo “scritto” ricordate sempre il detto “Verba volant, scripta manent” (tradotta letteralmente, significa le parole volano, gli scritti rimangono). VUOI CONOSCERE IL COSTO PIÙ BASSO DELLA PERIZIA ECONOMETRICA ? BASTA CONTATTARCI Dopo aver ricevuto risposta da alcuni e per esempio io sono il Consulente di Parte per antonomasia che non chiama mai nessuno se questo non espressamente richiesto a mezzo posta elettronica. Il passo successivo (preventivo alla mano) è quello di chiamare chi ha sottoscritto il preventivo, dialogarci e farsi così un’ idea che vi aiuti a capire se secondo voi è il professionista giusto , per questo sarete aiutati dal confronto che avrete modo di attuare visto la documentazione in Vs possesso. Quello che noterete come differenza oltre alla quotazione che di sicuro balzerà alla vostra attenzione è il costo della Preanalisi ebbene noterete come in tanti ne fanno un punto di forza (nel mio caso io chiedo un piccolissimo contributo) perché carissimi lettori ponetevi questa domanda : “trovo professionisti che impiegano ore del loro tempo a GRATIS ?” . E’ chiaro che molti utilizzano +\- a loro vantaggio questa differente politica della Pre Analisi gratuita in fase di acquisizione del cliente. VUOI CONOSCERE IL COSTO PIÙ BASSO DELLA PERIZIA ECONOMETRICA ? BASTA CONTATTARCI Un ulteriore consiglio che mi sento di darvi è di far chiamare il Vs legale di fiducia (anche lui sarà in grado di aiutarvi visto che lo scopo sarà o una transazione extra-giudiziale con l’ istituto di credito o chiedere la CTU, unico modo per farsi riconoscere il risarcimento) visto che la Perizia (Consulenza di Parte) (come quella fornita dal sottoscritto) contiene una sezione di inquadramento giurisprudenziale e normativo costantemente aggiornata oltre che le tecniche di ricalcolo e i risultati commentati. Bene alla domanda posta sono certo che saprete darvi una risposta da soli, per la ricerca del Consulente di Parte che sia in grado di aiutarvi e di consegnarvi una Perizia Econometrica (Consulenza di Parte) utile alla Vs causa io ci ho provato adesso tocca solo a voi scegliere chi potrà essere partecipe del Vs destino… in bocca al lupo Vds

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