sabato 20 maggio 2017

Beppe Grillo - La Truffa delle Banche




Ricordate quando Grillo parla di Signoraggio Bancario ??? Ne sentite ancora parlare da Grillo ?

La lettera denuncia del consigliere regionale Antonio Guadagnini: Veneto Banca aveva l'influenza, BPVI era messa peggio, ma con la 'cura' subita, oggi hanno la polmonite acuta

La lettera denuncia del consigliere regionale Antonio Guadagnini: Veneto Banca aveva l'influenza, BPVI era messa peggio, ma con la 'cura' subita, oggi hanno la polmonite acuta: Il consigliere regionale Antonio Guadagnini ha già letto in Consiglio regionale una coraggiosa lettera denuncia sulle diversità delle situazioni delle due ex Popolari venete da lui ricostruite e sulla disparità dei trattamenti da lui rilevati per Veneto Banca rispetto alla Banca Popolare di Vicenza, entrambe ora ridotte come sono a causa, scrive il Consigliere regionale, di questi comportamenti e della

venerdì 19 maggio 2017

A processo un bancario. Invitava i clienti a rivolgersi agli usurai.

Santa Croce Camerina - I reati contestati sono gravissimi: usura, estorsione e riciclaggio. E' quanto contestato dal Gip Claudio Maggioni ad un funzionario 57enne di un noto istituto di credito di Santa Croce Camerina. Insieme ad un 42enne e ad un 29enne, avrebbero costituito un'associazione a delinquere per invogliare le persone a rivolgersi agli usurai.

 Il processo si svolgerà il prossimo 19 settembre, ma il 29enne ha chiesto di patteggiare la pena. La vicenda è scaturita da un'indagine della Guardia di Finanza che nel maggio e nel luglio del 2015 avevano già arrestato due persone.

L'organizzazione, infatti, si sarebbe avvalsa del funzionario di banca che curava la negoziazione dei titoli di credito emessi e le informazioni sulla clientela, in particolare quella che aveva difficoltà economiche. Chi aveva assegni in protesto, infatti, veniva "invitato" dal funzionario a rivolgersi agli usurai.

Successivamente, il funzionario veniva ricompensato con un regalo. Già nel 2015 la GdF aveva sequestrato, in seguito a perquisizioni domiciliari, 180 mila euro.

Irene Savasta

Invitava i clienti a rivolgersi agli usurai. A processo un bancario: Si tratta di un 57enne di Santa Croce Camerina.

mercoledì 17 maggio 2017

Da Etruria a Monte dei Paschi, cercate la massoneria (Nessuno)



Nessuno entra nelle stanze del potere di alcune banche toscane vicine al 'giglio magico' di Matteo Renzi, per scoprire quello che Ferruccio De Bortoli aveva già scritto sul Corriere prima di essere sostituito come direttore

martedì 16 maggio 2017

SCHIAVI dei SIGNORI del DENARO - Film Documentario 2017 sulla TRUFFA MON...



La maggior parte delle persone percepisce che c'è qualcosa che non funziona nell'economia mondiale, ma pochi comprendono che è in atto la grande truffa della storia mondiale. I soldi muovono grandi ingranaggi del potere e le varie implicazioni che il denaro esercita sulla nostre società possono cambiare intere esistenze.
Mai nella storia dell'umanità così tante persone sono state depredate da un élite spietata e, tutto questo grazie alla grande truffa del sistema bancario con la complicità delle istituzioni.

DIEGO FUSARO: Come reagire alla dittatura di banche e capitale?



DIEGO FUSARO: Come reagire alla dittatura di banche e capitale?

lunedì 15 maggio 2017

Vittoria lampo contro BpVi, socio sarà risarcito

La Banca Popolare di Vicenza è stata condannata dal tribunale di Parma a restituire 31.293 euro ad un risparmiatore che li aveva investiti in acquisto di azioni dell’istituto per nullità per difetto di forma. Vittoria lampo contro BpVi, socio sarà risarcito


 

 

 

Vittoria lampo contro BpVi, socio sarà risarcito

La Banca Popolare di Vicenza è stata condannata dal tribunale di Parma a restituire 31.293 euro ad un risparmiatore che li aveva investiti in acquisto di azioni dell’istituto per nullità per difetto di forma.
Come riporta il sito simplybiz.eu l’avvocato Giovanni Franchi, che ha assistito il socio che verrà risarcito, l’ha definito un «precedente fondamentale in materia» non solo perchè «è il secondo il tutt’Italia» ma anche perchè «è stato ottenuto con il procedimento abbreviato.
Una vera e propria vittoria lampo: il provvedimento del Tribunale è stato pronunciato solo quattro mesi dopo l’inizio del giudizio».
Inoltre, sempre secondo il legale, si tratta di un precedente che «potrà essere utilizzato tanto per la tutelare i possessori di azioni Banca Popolare di Vicenza, quanto gli acquirenti di azioni di altre banche in crisi, come Veneto Banca».
Con ordinanza in data 3 maggio 2017 il Tribunale di Parma ha dichiarato la nullità per difetto di forma a norma dell’art. 23 del Testo unico finanziario di un acquisto di azioni Banca Popolare di Vicenza per 31.293,00 euro, effettuato da un risparmiatore di Parma il 30.11.07 ed ha condannato quell’istituto di credito a restituirgli il capitale investito, maggiorato degli interessi legali e spese di lite.
Il Tribunale ha, più in particolare, dichiarato la nullità dell’acquisto a causa della nullità, sempre per difetto di forma, del c.d. contratto generale d’investimento – il contratto destinato a regolare i rapporti tra investitore e istituto di credito, richiesto in forma scritta, sotto pena di nullità sua e dell’investimento, dal Testo Unico Finanziario.
La mancanza di scrittura per il Tribunale di Parma è derivata, in questo caso, dal fatto che il documento fosse stato sottoscritto solo dall’investitore e non dalla banca.
Il provvedimento del Tribunale merita di essere ricordato, non solo perché è il secondo in tutt’Italia a riguardare azioni della Banca Popolare di Vicenza, una banca caduta in default, gli azionisti della quale cercano di recuperare i denari investito. 
La sua particolarità sta nel caso che, a differenza delle precedente sentenza arrivata dopo un lungo giudizio, è stato ottenuto con il procedimento abbreviato previsto dagli artt. 702 bis e segg. c.p.c.
Vittoria lampo contro BpVi, socio sarà risarcito
Si tratta, infatti, di una vera e propria vittoria lampo: il provvedimento del Tribunale è stato pronunciato solo quattro mesi dopo l’inizio del giudizio. Questo a dispetto di quanto si dice in genere sulla durata delle cause.
Secondo l’avvocato Giovanni Franchi, il legale che ha tutelato il risparmiatore e che da anni si occupa di risparmio tradito, l’ordinanza del Tribunale di Parma è un precedente fondamentale in materia, che potrà essere utilizzato tanto per la tutelare i possessori di azioni Banca Popolare di Vicenza, quanto gli acquirenti di azioni di altre banche in crisi, quali Cassa di Risparmio di Ferrara, Carichieti, Banca Etruria e Veneto Banca.
Vittoria lampo contro BpVi, socio sarà risarcito
Sempre secondo l’avvocato Franchi il provvedimento è in linea con un indirizzo dominante in giurisprudenza, secondo cui è nullo per difetto di forma il contratto generale d’investimento, quando non risulti sottoscritto anche da legale rappresentante dell’istituto, che è così per la maggior parte dei contratti bancari.
Osserva ancora l’avvocato Franchi che l’ordinanza è in linea con un recente provvedimento della Corte di Cassazione (ordinanza n. 8738/17), ottenuta da lui in una causa per azioni Carife, la quale ha statuito che le cause intraprese dai risparmiatori per acquisti di azioni bancarie non sono di competenza del Tribunale delle Imprese, ma del giudice ordinario, con conseguente applicabilità del foro del consumatore, che consente a quest’ultimo di esperire l’azione a casa propria, senza doversi rimettere alla procedura complessa del Tribunale delle Imprese. 
In altre parole i giudizi dovranno essere intrapresi con la normale procedura e chi ha fatto causa davanti al Tribunale delle Imprese subirà una pronuncia d’incompetenza con tutte le conseguenze che ne derivano.
vai alla home
fonte : vvox.it
autore articolo : redazione simplybiz.eu

domenica 14 maggio 2017

Decreto ingiuntivo: va revocato se la banca non produce gli estratti conto

Occorre tenere distinte la prova del credito fornita dall'istituto bancario nel procedimento monitorio da quella necessaria nel giudizio di opposizione

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la banca deve produrre tutti gli estratti conto relativi al rapporto rispetto al quale ha avanzato la propria pretesa creditoria. In caso contrario, come si evince dalla sentenza del Tribunale di Pescara del 6 aprile 2017 qui sotto allegata, rischia di veder revocato il decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del cliente.

La prova del credito

Il giudice, infatti, ha in tale sede ricordato che occorre tenere distinte la prova del credito fornita da un istituto bancario nel procedimento monitorio da quella necessaria nel successivo giudizio di opposizione.

 

 

 

Decreto ingiuntivo: va revocato se la banca non produce gli estratti conto

Nessuno: L'europa e l'euro esultano per l'esito del voto francese. E ora...



Claude Junker contentissimo del risultato di Marine LePen, proprio come Giorgio Napolitano: è l'UE che intende battere tutti i populismi del vecchio continente per tornare più forte e più cattiva di prima. Paola di Nessuno (Francesco Borgonovo)

giovedì 11 maggio 2017

Soros: l’ebreo che odia Israele


COMPLOTTISMO CARICATURALE
Per la pubblicistica complottista George Soros è l’espressione di una sovrastruttura mistica identificata con un presunto progetto di conquista del mondo; la versione moderna del famoso complotto “pluto-giudaico” con cui il ‘900 giustificò l’antisemitismo.
Lui, ebreo ungherese fuggito alla persecuzione nazista e uomo della grande finanza, rappresenta l’archetipo perfetto del cospiratore al soldo di Sion.
Di questa pubblicistica caricaturale si serve il sistema di potere mediatico, che Soros finanzia abbondantemente, per delegittimare chiunque provi a dimostrare la reale pericolosità del personaggio e di quella finanza apolide a cui lui appartiene e che non ha scrupoli a realizzare rivoluzioni colorate, colpi di Stato democratici, a devastare nazioni e governi legittimi.
Peccato che lui di sionista non abbia nulla, anzi: George Soros è uno dei principali nemici dello Stato di Israele.
E proprio la sua ostilità verso Israele conferma quanto Soros sia pericoloso per chiunque crede in un ordine internazionale basato sulle sovranità dei popoli e non sul potere mondialista.
Vediamo perché:
SOROS CONTRO ISRAELE
George Soros finanzia, da anni, movimenti e associazioni palestinesi ed ebraiche anti-israeliane.
Tra le migliaia di mail della Open Society, hackerate un anno fa e rese disponibili on line su DcLeaks, trapela la strategia che il finanziere ebreo-ungherese attua contro lo stato d’Israele e le sue politiche ritenute “discriminatorie e razziste”.
L’ARO (Arab Regionale Office) è la struttura interna dell’Open Society, con sede in Giordania, che si occupa di finanziare le Ong medio orientali, le Istituzioni di ricerca e i media della regione che rispondono ai disegni politici di Soros.
Secondo i documenti emersi, per un decennio la quasi totalità del portafoglio mediorientale della Open Society si è riversato sulla causa palestinese con oltre 9 milioni di dollari andati a finanziare le organizzazioni che si oppongono alla politica di Tel Aviv.
L’accelerazione di Soros avviene nel 2009 con l’elezione di Obama di cui Soros, ricordiamolo, fu il principale finanziatore. Come è scritto in un “Memorandum interno” della Open Society: “un nuovo clima politico” si è aperto a Washington visto che la lobby filo-israeliana “ha perso credibilità, essendo strettamente associata alle politiche dell’amministrazione Bush in Medio Oriente”; al contrario, continua il Memorandum, “l’amministrazione Obama si distanzia da questa politica screditata e apre possibili spazi di critica alle politiche israeliane”.
La strategia s’indirizza così su tre campi d’azione:
1) contrastare l’occupazione israeliana e combattere “le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale associati a questa”.
2) promuovere “politiche anti-discriminatorie a favore dei cittadini palestinesi di Israele”
3) promuovere “la società aperta e la pratica democratica nei Territori Palestinesi Occupati”
Da quel momento s’intensifica il finanziamento da parte di Soros ad organizzazioni palestinesi o israeliane apertamente anti-sioniste. Alcune già finanziate da molti anni come Adalah (il Centro Legale per i Diritti della Minoranza Araba in Israele) che ha ricevuto dal 2001 oltre 2,5 milioni di dollari; Ong importante perché promosse la causa di condanna di Israele per crimini di guerra chiedendo ai governi di interrompere le relazioni internazionali con lo Stato ebraico.
Tra le organizzazioni con maggiori finanziamenti anche I’lam (Media Center for Arab Palestinians in Israel), una rete di media indipendenti palestinesi che dal 2003 ha ricevuto oltre 1 milione di dollari dall’Open Society.
Complessivamente sono decine le Ong anti-israeliane che hanno ricevuto (e ricevono) finanziamenti da Soros: alcune francamente imbarazzanti come Breaking the Silence un’associazione di ex veterani dell’esercito di Gerusalemme che organizza tour in Europa e Usa per denunciare i crimini di guerra delle Forze Armate israeliane; o Wattan, una delle principali reti televisive arabo-palestinesi, tuttora sponsorizzata con enfasi dall’Open Society come strumento di supporto della crescita civile e democratica in Palestina ma che non disdegna di ospitare contenuti apertamente anti-semiti e negazionisti.
È superfluo notare come all’attenzione di Soros contro Israele (nel bene e nel male, unica democrazia del Medio Oriente) non corrisponda una altrettanto intenso impegno umanitario contro Hamas o contro la violazione dei diritti umani che si svolge nei territori palestinesisoros-foundations 
SOCIETÀ APERTA MA NELL’OMBRA
È interessante notare la strategia adottata: nei documenti si specifica che “per ridurre i rischi potenziali associati ad un possibile collegamento di queste operazioni con l’Open Society occorre” tra le altre cose “mantenere un basso profilo pubblico per quanto riguarda la sponsorizzazione della Open Society a queste iniziative”.
Si, avete capito bene; coloro che predicano la Società Aperta, che pretendono la trasparenza nell’operato dei Governi, sono i primi a muoversi nell’ombra, a operare di nascosto per non farsi vedere. Piccola contraddizione umanitarista.
NEMICO DI OGNI NAZIONE
Caroline Glick è un’influente analista ebrea americana e un’attiva intellettuale sionista.
Sul Jerusalem Post ha denunciato la “natura megalomane del progetto filantropico di Soros” il cui obiettivo è “sovvertire le democrazie occidentali e rendere impossibile per i governi mantenere l’ordine o per le società mantenere la propria identità e i propri valori unici”.
Non solo ma ha aggiunto, che Soros, con le sue Ong, alimenta l’immigrazione clandestina in Europa e in Usa “per minare l’identità nazionale e la composizione demografica delle democrazie occidentali” con lo scopo di “indurre il caos”.
In fondo, l’intellettuale sionista non pensa cose molto diverse da quelle che abbiamo scritto noi sullo Shelob del Nuovo Ordine Mondiale e sul suo schema di immigrazione indotta. Tutti complottisti?
La realtà è che per Soros, Israele è un nemico al pari della Russia di Putin, dell’America di Trump o dell’Ungheria di Orbán.
Per lui il problema non è chi governa una nazione ma ogni nazione in quanto tale: ogni realtà storica che voglia difendere la propria sovranità e il proprio diritto ad esistere.
Soros è nemico di ogni popolo che rivendichi la propria identità culturale e la propria specificità.
Per Soros ogni sovranità nazionale è un ostacolo alla realizzazione della mitica Società Aperta (Open Society) che incarna il sogno globalista di un governo mondiale. Non c’è nessuno complotto dietro ma solo un lineare e limpido disegno di egemonia.
Per Soros i popoli non esistono; esiste l’uomo globale, cittadino del mondo, apolide, senza radici, possibilmente senza memoria storica, senza confini; il suo uomo ha la stessa natura del suo denaro.
Soros, il senza patria che deve la sua ricchezza solo alla speculazione, vuole imporre a tutto il mondo il suo stesso tragico destino di immigrato ed esule: in questa maniera culture, identità e memorie sono solo casualità della storia da eliminare per garantire il governo delle élite.
Ecco perché Soros è un pericolo per ogni nazione che vuole difendere la propria sovranità: che si chiami Israele, Russia… o Italia.

Giampaolo Rossi
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/05/09/soros-lebreo-che-odia-israele/

mercoledì 10 maggio 2017

Storica decisione del Tribunale UE: i cittadini hanno il diritto di dire NO a CETA e TTIP

L’organo giurisdizionale dell’Unione europea impartisce una lezione di democrazia alla Commissione che aveva detto no ad una proposta popolare che mira a bloccare i due trattati transatlantici: “L’obiettivo perseguito dall’iniziativa dei cittadini europei, infatti, è quello di permettere ai cittadini dell’Unione di partecipare maggiormente alla vita democratica dell’Unione”
Democrazia contro Commissione europea: per una volta, vince la prima. Il Tribunale dell’UE ( che insieme alla Corte di giustizia è uno degli organi giurisdizionali che compongono la Corte di giustizia dell’Unione europea) ha, infatti, annullato la decisione del braccio esecutivo europeo che dichiarava inammissibile la proposta di iniziativa popolare  «Stop TTIP». Parliamo del famigerato trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico negoziato in gran segreto tra Commissione UE e Governo USA (ve ne abbiamo parlato qui) e che ha suscitato proteste in tutta Europa.
La stessa proposta prevede anche lo stop ad un altro famigerato trattato: il CETA, l’accordo con il Canada approvato anche dal Parlamento di Strasburgo e che i singoli stati dovrebbero ratificare. Anche questo ha suscitato una marea di proteste per i rischi che correrebbe la nostra agricoltura e la nostra alimentazione (qui la presa di posizione di Slowfood contro il trattato, qui i nomi degli europarlamentari siciliani che hanno detto sì).
La proposta di iniziativa popolare va dunque a toccare i fili dell’alta tensione: i 28 commissari europei sono abituati a prendere decisioni senza tenere conto della volontà popolare e con questi due accordi, molto favorevoli alle multinazionali, hanno pensato di fare lo stesso.
Per inciso, probabilmente continueranno a farlo: il Tribunale dell’Ue è un organo di primo grado (la Commissione quindi potrà fare ricorso) e, comunque, la proposta non è vincolante. Ma il segnale che è arrivato oggi da Lussemburgo sembra accogliere l’appello di una maggiore democrazia nelle istituzione europee.
Come nasce il caso? Lo spiega un comunicato ufficiale:
“Nel luglio del 2014, un comitato di cittadini, di cui faceva parte il sig. Michael Efler, domandava alla Commissione di registrare una proposta di iniziativa dei cittadini europei1 denominata «Stop TTIP». In sostanza, tale proposta invita la Commissione a raccomandare al Consiglio di annullare il mandato che esso le aveva conferito per negoziare il TTIP2 e, in definitiva, di astenersi dal concludere il CETA3.
La proposta intende quindi:
– ostacolare il TTIP e il CETA poiché i progetti di accordo conterrebbero vari aspetti critici (procedure di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, disposizioni sulla cooperazione normativa che costituiscono una minaccia per la democrazia e lo Stato di diritto)
 evitare che (i) negoziati poco trasparenti conducano ad un indebolimento delle norme sulla tutela del lavoro, sulla protezione sociale, sulla tutela dell’ambiente, sulla tutela della vita privata e sulla protezione dei consumatori e che (ii) i servizi pubblici (come la fornitura d’acqua) e la cultura siano deregolamentati, e sostenere «una politica commerciale e di investimenti diversa nell’Unione europea”.

Con decisione del 10 settembre 20144, la Commissione rifiutava di registrare tale proposta.  Il comitato dei cittadini ha dunque presentato ricorso dinanzi al Tribunale dell’Unione europea per ottenere l’annullamento della decisione della Commissione.
Con la sua sentenza odierna, il Tribunale accoglie il ricorso e annulla la decisione della Commissione.
Interessante leggere le motivazioni:
“Il Tribunale respinge la tesi difesa dalla Commissione, secondo la quale la decisione volta a revocarle l’autorizzazione ad avviare negoziati finalizzati alla conclusione del TTIP non potrebbe costituire l’oggetto di un’iniziativa dei cittadini europei. Secondo la Commissione, una simile decisione esulerebbe dalla nozione di «atto giuridico», poiché l’autorizzazione stessa non sarebbe riconducibile a tale nozione a causa del suo carattere preparatorio e dell’assenza di effetti nei confronti dei terzi.
A tal proposito, il Tribunale osserva in particolare che il principio di democrazia, che fa parte dei valori fondamentali su cui poggia l’Unione, così come l’obiettivo sotteso alle iniziative dei cittadini europei (vale a dire migliorare il funzionamento democratico dell’Unione attribuendo a qualunque cittadino un diritto generale a partecipare alla vita democratica) impongono di adottare un’interpretazione della nozione di atto giuridico che includa atti giuridici come una decisione di avvio di negoziati finalizzati alla conclusione di un accordo internazionale che (come il TTIP o il CETA) mira incontestabilmente a modificare l’ordinamento giuridico dell’Unione.
Il Tribunale constata, inoltre, che non è giustificata l’esclusione da tale dibattito democratico degli atti giuridici volti alla revoca di una decisione che autorizza l’avvio di negoziati finalizzati alla conclusione di un accordo internazionale, così come degli atti volti ad impedire la firma e la conclusione di tale accordo.
Il Tribunale respinge l’argomento della Commissione secondo il quale gli atti previsti dalla proposta in questione condurrebbero ad un’ingerenza inammissibile nello svolgimento di una procedura legislativa in corso. L’obiettivo perseguito dall’iniziativa dei cittadini europei, infatti, è quello di permettere ai cittadini dell’Unione di partecipare maggiormente alla vita democratica dell’Unione, in particolare, esponendo in dettaglio alla Commissione le questioni sollevate con l’iniziativa, invitando detta istituzione a sottoporre una proposta di atto giudico dell’Unione dopo aver, se necessario, presentato l’iniziativa in un’audizione pubblica organizzata presso il Parlamento, e, pertanto, suscitando un dibattito democratico senza dover attendere l’adozione dell’atto giuridico del quale è in definitiva auspicata la modifica o l’abbandono.
Ammettere una simile possibilità non viola neppure il principio dell’equilibrio istituzionale, poiché spetta alla Commissione decidere se dare o meno seguito ad un’iniziativa dei cittadini europei registrata e dotata delle firme necessarie esponendo, in una comunicazione, le proprie conclusioni giuridiche e politiche sull’iniziativa, l’eventuale azione che intende intraprendere e i suoi motivi per agire o meno in tal senso”.
Lo ripetiamo: probabilmente la Commissione farà ricorso e sicuramente farà quello che ha sempre fatto. Ma sentire parlare di democrazia all’interno delle istituzioni europee è già di per sé una notizia.



fonte :  Storica decisione del Tribunale UE: i cittadini hanno il diritto di dire NO a CETA e TTIP


martedì 9 maggio 2017

Becchi a Matrix, bastonate a Macron: "Vi dico chi è davvero".



Becchi a Matrix, bastonate a Macron: "Vi dico chi è davvero".
L'avvertimento a Salvini

"Emmanuel Macron è un personaggio inventato, un software perfettamente programmato dai poteri finanziari della globalizzazione e dall'Unione europea". Paolo Becchi, ospite di Nicola Porro a Matrix, usa la clava per demolire il nuovo presidente francese. Secondo l'editorialista di Libero queste elezioni non rappresentano la sconfitta del populismo, ma solo una pausa: "Il confronto del futuro sarà tra populismi di destra e di sinistra e la grande finanza internazionale". La sconfitta di Marine Le Pen, aggiunge il professore, deve essere una lezione per l'Italia: "Il vero cambiamento avverrà se la Le Pen avrà il coraggio di cambiare il nome al partito. Con Front National non può andare avanti, come non andrà avanti Matteo Salvini con la Lega Nord".

L'italia pignorata come società privata azienda italia registrata alla SEC.

 L'italia come stato non esiste più da anni,perchè privatizzata come azienda italia registrata alla SEC america,quindi ogni cittadino italiano e stato lucrato e quotato in borsa. L'UCC Ente dei regolamenti del commercio internazionale ha pignorato l'azienda italia alla sec e cancellato in esse le leggi,dello stato azienda s.p.a dalla carta RIF: UCC-DOC NUMERO 201201279-IL 14-NOV 2012.L'U.C.C HA CANCELLATO E PIGNORATO COME AZIENDE DI FRODE E LUCRO AI POPOLI LE BANCHE SULLA CARTA DEL RIF-TRUE- BILL-WA-DC, L'U.C.C -DOC NUMERO 2012114776 DEL 24 OTTOBRE 2012. QUINDI per capirci l'italia come stato non esiste non ha più titolo perchè essendo una azienda privata registrata alla SEC lucrando sui cittadini quotati in borsa come un titolo bond,e speculando la sporca politica collosa con le banche sono state dichiarate fallite e pignorate e abolito anche il debito pubblico perchè azienda italia era una società privata, ed essa deve pagarlo.L'U.C.C inoltre ha abolito le leggi dello stato azienda italia che non ha più nessun titolo di autorità sui cittadini italiani,L'U.C.C HA DICHIARATO IL CITTADINO ITALIANO SOVRANO INDIVIDUALE,ciò vale a dire che noi italiani siamo sovrani allo stato perchè lo stato azienda privata e stato cancellato dal U.C.C e dichiarato fallito e pignorato,e con esso equitalia,la magistratura,le forze dell'ordine perchè sono soggette ad una azienda privata dichiarata fallita pignorata e cancellata. questo ente che voi pensate sia lo stato non e altro che una azienda privata inesistente che esercita ancora sul popolo illegalmente grazie al vostro tacito consenso e tacito per ignoranza sui fatti. Se analizzate i fatti sul U.C.C-TRUST-OPPT SOVRANITà INDIVIDUALE e perchè l'italia e stata cacciata e cancellata alla sec registro di impresa di lucro quotata in borsa come azienda italia,e se osservate stanno infiltrando grazie al vostro tacito consenso le società private come le poste banche sovrane (private),l'italia ha ceduto le sovranità a chi? Enti internazionali e lobby finanziarie come il MES-BCE-FMI cottarelli olli rehn commissari dei banchieri.Se aprite gli occhi vi renderete conto delle grandi truffe che state assistendo senza appellarvi ad essi cioè chi? Lo stato non esiste e non esiste neanche come azienda italia registrata alla SEC perchè cacciata e cancellata e con essa tutte le leggi regioni province e paesi,perchè L'U.C.C CI HA DICHIARATI SOVRANI INDIVIDUALI come singolo cittadino,e quindi nessuno ha più titolo su di voi facendo appello al U.C.C-OPPT TRUST,in nome di questo ente supremo del commercio internazionale voi potete disconoscere e opporvi alle tasse dello chi lo stato non c'è, equitalia e una azienda pignorata alla sec dal UCC, le leggi sono nulle perchè per chi lavorano? Ad esempio le forze del ordine non hanno più uno stato ne l'azienda italia, perchè pignorate e cancellate quindi per chi lavorano se no c'è lo stato? Voi siete sovrani come popolo collettivo e individuale se solo capite questo potete cacciarli domani senza alcuna violenza ma semplicemente appellandovi individualmente o collettivamente al U.C.C OPPT TRUST.

fonte : qui 


Nessuno: L'Europa sta affondando ma a tenerla a galla ci pensano le potenti lobby



Restare in Europa vuol dire sottomettersi ai burocrati alle multinazionali e alle elite finanziarie: non ascoltate le loro promesse, fidatevi di Nessuno

Il superstato UE creato per dominarci



Questi uomini sono i quattro presidenti: Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo. Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo. Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo. E Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea. Questi sono gli uomini che hanno deciso il vostro futuro. Lo hanno già scritto, parola per parola. Ed è un futuro grigio, fatto di austerità e rigore. Questi cinque uomini hanno prodotto un documento chiamato Five Presidents’ Report. dove si spiega che cosa accadrà in Europa da qui al 2025. E si parla della creazione del Superstato europeo.

Siria, Matteo Salvini:"Chi è cosa è l'osservatorio siriano per i diritti umani" ?



L’Osservatorio siriano per i diritti umani? Una sola persona che vive in Inghilterra!
Ma cos’è davvero questo “Osservatorio siriano dei diritti umani”? In realtà la domanda è mal posta, perché dovremmo chiederci chi è questo Osservatorio. Visto che non si tratta di un’organizzazione indipendente composta da reporter liberi che informano il mondo sulla situazione siriana, ma di una singola persona che vive a Coventry, cittadina inglese a nord-ovest di Londra. In pratica tutte le informazioni targate “Osservatorio siriano dei diritti umani” che giungono alle redazioni esteri dei giornali arrivano non dalla Siria, ma dall’ufficio del signor Rami Abdel Raman, che dice di avvalersi di almeno quattro collaboratori. Versione tra l’altro sostenuta anche dal New York Times.

Un uomo comunque ben informato sulla situazione nonostante viva in Inghilterra? Talmente tanto da doversi celare per sicurezza dietro uno pseudonimo, visto che il suo vero nome è Osama Suleiman, fuggito dalla Siria 17 anni fa dopo l’arresto di due sodali legati alla Fratellanza Musulmana, accusati di attività contro lo Stato. E proprio il New York Times rivela che la casa in cui vive il signor Suleiman è una gentile concessione del governo di Londra. Lo stesso quotidiano americano, pur sostenendo la bontà delle informazioni fatte circolare dall’Osservatorio, sostiene poi che a finanziarne le attività sarebbe proprio uno “Stato europeo”. Chissà quale visto dove vive e considerato che il 21 novembre 2011 Suleiman viene immortalato mentre lascia il ministero degli Affari Esteri e del Commonwealth.

Il portavoce del ministero russo degli esteri, Alexander Lukashevich, per rimarcare l’autorevolezza del personaggio, lo ha definito: “Un uomo con nessuna formazione di diritto internazionale né di giornalismo”. D’altronde, quando il giornalista Nimrod Kamren si recò a trovarlo per Russia Today nella sua abitazione di Coventry, lo trovò in un negozio vicino e alla richiesta di delucidazioni sull’Osservatorio da lui diretto si sentì rispondere: “Non sono un’organizzazione mediatica. Io lavoro da casa mia, la mia casa privata”. Notare il singolare, “non sono”. Nel 2014 poi il quotidiano francese Le Monde pubblica un articolo dal titolo “La crédibilité perdue de Rami Abdel-Rahman, directeur de l’Observatoire syrien des Droits de l’Homme”. Un titolo che non richiede traduzione e che rivela come Raman, alias Suleiman, non goda di grande considerazione neppure tra gli oppositori al governo di Assad.

A questo punto verrebbe da chiedersi anche se gli articoli pubblicati da Repubblica a firma Rami Abdel Raman sono esclusive da Londra, sulla Siria, oppure sono incredibili rivelazioni, sulla Siria, da parte dell’Osservatorio dei diritti umani. Ah già, non fa differenza.

Read more at http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/losservatorio-siriano-diritti-umani-sola-persona-vive-londra-61304/#mhKMtR16hDyXY2B2.99




DATI UFFICIALI DEI FALLIMENTI IN ITALIA NEL 1° TRIMESTRE 2017: SONO TERRIFICANTI, 2 FALLIMENTI OGNI ORA, 36% DAL 2009 - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it

DATI UFFICIALI DEI FALLIMENTI IN ITALIA NEL 1° TRIMESTRE 2017: SONO TERRIFICANTI, 2 FALLIMENTI OGNI ORA, 36% DAL 2009 - I fatti e le opinioni del Nord - ilnord.it

domenica 7 maggio 2017

Il crac di #Carife, schiacciata sotto una montagna di crediti. #atuttocèunperché #Report



Il caso del crac Carife arriva alla trasmissione di Rai Tre, Report.

Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Difensori dei diritti umani



Dichiarazione sul diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e degli organi della società di promuovere e proteggere le libertà fondamentali e i diritti umani universalmente riconosciuti.



Adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con Risoluzione 53/144, 8 marzo 1999.

L’Assemblea Generale, 

Riaffermando l’importanza dell’osservanza dei fini e dei princìpi della Carta delle Nazioni Unite per la promozione e la protezione di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti in tutti i paesi del mondo,
Riaffermando inoltre l’importanza della Dichiarazione universale dei diritti umani e dei Patti Internazionali sui diritti umani quali elementi portanti dell’impegno internazionale per promuovere il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l’importanza degli altri strumenti per i diritti umani adottati all’interno del sistema delle Nazioni Unite, così come di quelli adottati a livello regionale,
Sottolineando che tutti i membri della comunità internazionale devono adempiere, insieme e separatamente, l’obbligo solenne di promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di sorta, incluse quelle fondate sulla razza, sul colore, sul sesso, sulla lingua, sulla religione, sulle opinioni politiche o di altro genere, sull’origine nazionale o sociale, sulla proprietà, sulla nascita o su altro status, e riaffermando la particolare importanza di una effettiva cooperazione internazionale per adempiere tale obbligo secondo quanto previsto dalla Carta delle Nazioni Unite,
Riconoscendo l’importante ruolo della cooperazione internazionale e l’apprezzabile lavoro di individui, gruppi e associazioni nel contribuire all’effettiva eliminazione di tutte le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali dei popoli e degli individui, incluse le violazioni massicce, flagranti e sistematiche come quelle risultanti dall’apartheid, da tutte le forme di discriminazione razziale, dal colonialismo, dal dominio o dall’occupazione straniera; dall’aggressione o dalle minacce alla sovranità nazionale, all’unità nazionale o all’integrità territoriale, e dal rifiuto di riconoscere il diritto di autodeterminazione dei popoli ed il diritto di ogni popolo di esercitare la piena sovranità sulle proprie ricchezze e risorse naturali,
Riconoscendo la relazione tra la pace e la sicurezza internazionale e la possibilità di godere i diritti umani e le libertà fondamentali, e consapevoli del fatto che la mancanza di pace e sicurezza internazionale non giustifica l’inadempienza,
Ribadendo che tutti i diritti umani e le libertà fondamentali sono universali, indivisibili, interdipendenti e correlati e dovrebbero essere promossi ed attuati in maniera giusta ed equa, senza pregiudicare l’attuazione di ciascuno di tali diritti e libertà,
Sottolineando che la responsabilità e il dovere primario di promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali risiede nello Stato,
Riconoscendo il diritto e la responsabilità degli individui, dei gruppi e delle associazioni di promuovere il rispetto e la conoscenza dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale e internazionale,
Dichiara:
Articolo 1
Tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale ed internazionale.
Articolo 2
1. Ogni Stato ha la responsabilità primaria ed il dovere di proteggere, promuovere ed attuare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali, tra l’altro, intraprendendo le misure necessarie per creare tutte le necessarie condizioni sociali, economiche, politiche e di altro genere, come pure le garanzie legali richieste per assicurare che tutte le persone sotto la sua giurisdizione, individualmente ed in associazione con altri, possano godere tutti quei diritti e quelle libertà nella pratica.
2. Ogni Stato deve intraprendere ogni misura legislativa, amministrativa o di altro genere che possa essere necessaria per assicurare che i diritti e le libertà di cui alla presente Dichiarazione, siano effettivamente garantiti.
Articolo 3
Il diritto interno coerente con la Carta delle Nazioni Unite e con gli altri obblighi internazionali dello Stato nel campo dei diritti umani e delle libertà fondamentali costituisce la cornice giuridica al cui interno le libertà fondamentali e i diritti umani devono essere attuati e goduti ed al cui interno le attività per la promozione, la protezione e l’effettiva realizzazione dei diritti e libertà di cui alla presente Dichiarazione devono essere condotte.
Articolo 4
Nulla nella presente dichiarazione deve essere interpretato in modo da danneggiare o contraddire i fini e i principi della Carta delle Nazioni Unite o da restringere o derogare le norme della Dichiarazione universale dei diritti umani, dei Patti internazionali sui diritti umani e degli altri strumenti ed impegni internazionali applicabili in questo campo.
Articolo 5
Allo scopo di promuovere e proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali, tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri, a livello nazionale ed internazionale: a) di riunione e assemblea pacifica;
b) di formare, aderire e partecipare a organizzazioni nongovernative, associazioni o gruppi;
c) di comunicare con organizzazioni nongovernative o intergovernative.
Articolo 6
Tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri: a) di conoscere, ricercare, ottenere, ricevere e detenere informazioni riguardo a tutti i diritti umani e le libertà fondamentali, incluso l’accesso alle informazioni sul modo in cui si dia effetto a tali diritti e libertà nei sistemi legislativi, giuridici o amministrativi interni;
b) come previsto negli strumenti internazionali sui diritti umani ed in altri strumenti applicabili, di pubblicare liberamente, comunicare o distribuire ad altri opinioni, informazioni e conoscenze su tutti i diritti umani e le libertà fondamentali;
c) di studiare, discutere, formare ed esprimere opinioni sull’osservanza, sia nella legge che nella pratica, di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali e, attraverso questi ed altri mezzi appropriati, di attirare la pubblica attenzione su questa materia.
Articolo 7
Tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di sviluppare e discutere nuove idee e principi sui diritti umani e di promuovere la loro accettazione.
Articolo 8
1. Tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di partecipare ed avere effettivo accesso, su basi non discriminatorie, al governo del proprio paese e alla conduzione degli affari pubblici.
2. Questo include, tra l’altro, il diritto, individualmente ed in associazione con altri, di sottomettere agli organi governativi ed alle agenzie ed organizzazioni coinvolte negli affari pubblici, critiche e proposte per migliorare il loro funzionamento e per attirare l’attenzione su ogni aspetto della loro attività che possa ostacolare o impedire la promozione, la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Articolo 9
1. Nell’esercizio dei diritti umani e le libertà fondamentali, inclusa la promozione e la protezione dei diritti umani di cui alla presente Dichiarazione, tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di beneficiare di effettivi rimedi e di essere protetti in caso di violazione di tali diritti.
2. A questo fine, tutti coloro che adducano la violazione dei propri diritti o libertà hanno il diritto, sia di persona che attraverso un rappresentante legale autorizzato, di avanzare ricorsi e di ottenerne il pronto esame in una pubblica udienza di fronte ad una autorità indipendente, imparziale e competente, giudiziaria o di altra natura, istituita per legge e di ottenere da tale autorità una decisione, conforme alla legge, che fornisca un risarcimento, incluso un adeguato indennizzo, ove vi sia stata una violazione dei diritti o delle libertà di quella persona, ed all’esecuzione dell’eventuale decisione e risarcimento, senza ritardi eccessivi.
3. Allo stesso fine, tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, tra l’altro:
a) di protestare contro le politiche e le azioni di singoli funzionari e organi governativi con riferimento a violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, tramite petizione o altri mezzi appropriati, presso le competenti autorità giudiziarie, amministrative o legislative, o presso qualunque altra autorità competente prevista dal sistema legale dello Stato, la quale dovrebbero decidere sul reclamo senza ritardi indebiti;
b) di assistere a pubbliche udienze, procedimenti e processi in modo da formarsi un’opinione circa la loro conformità con la legislazione nazionale e con gli obblighi e impegni internazionali applicabili;
c) di offrire e fornire assistenza legale professionale qualificata o altra pertinente consulenza e assistenza nella difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
4. Allo stesso fine, ed in accordo con le procedure e gli strumenti internazionali applicabili, tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di accedere liberamente e di comunicare con gli organi internazionali dotati della competenza generale o speciale di ricevere e considerare comunicazioni in materia di diritti umani e libertà fondamentali.
5. Lo Stato deve condurre un’indagine pronta ed imparziale o assicurare che si svolga un’inchiesta ogni qual volta vi sia il ragionevole motivo di credere che una violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali abbia avuto luogo nei territori sotto la sua giurisdizione.
Articolo 10
Nessuno deve partecipare, con atti o omissioni, alla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e nessuno deve essere soggetto a punizione o a qualunque tipo di azione vessatoria per essersi rifiutato di farlo.
Articolo 11
Tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri, al legittimo esercizio della propria occupazione o professione. Chiunque, in virtù della propria professione, possa nuocere alla dignità umana, ai diritti umani e alle libertà fondamentali altrui deve rispettare tali diritti e libertà e rispettare i pertinenti standard nazionali ed internazionali di condotta o etica professionale e lavorativa.
Articolo 12
1. Tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di partecipare ad attività pacifiche contro le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
2. Lo Stato deve prendere tutte le misure necessarie per assicurare la protezione, da parte delle autorità competenti, di chiunque, individualmente ed in associazione con altri, contro violenze, minacce, ritorsioni, discriminazione vessatorie di fatto o di diritto, pressioni o altre azioni arbitrarie conseguenti al legittimo esercizio dei diritti di cui alla presente Dichiarazione.
3. A questo riguardo, tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di essere protetti efficacemente dalla legislazione nazionale ove reagiscano o si oppongano, con mezzi pacifici, ad attività ed atti, incluse le omissioni, che, attribuibili allo Stato, provochino violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali, così come ad atti di violenza perpetrati da gruppi o individui che influenzino il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Articolo 13
Tutti hanno diritto, individualmente ed in associazione con altri, di sollecitare, ricevere ed utilizzare risorse con il fine esplicito di promuovere e proteggere, attraverso mezzi pacifici, i diritti umani e le libertà fondamentali, in conformità all’articolo 3 della presente Dichiarazione.
Articolo 14
1. Lo Stato ha la responsabilità di prendere appropriate misure legislative, giudiziarie, amministrative o di altro genere, per promuovere la comprensione dei propri diritti civili, politici, economici, sociali e culturali da parte di tutte le persone che si trovano sotto la sua giurisdizione.
2. Tali misure devono comprendere, tra le altre: a) la pubblicazione e la vasta disponibilità di leggi e dei regolamenti nazionali, e dei fondamentali strumenti internazionali sui diritti umani applicabili;b) l’accesso pieno ed eguale ai documenti internazionali nel campo dei diritti umani, inclusi i rapporti periodici dello Stato agli organi istituiti dai trattati internazionali sui diritti umani dei quali (lo Stato) è parte, così come i resoconti sintetici delle discussioni e dei rapporti ufficiali di questi organismi.
3. Lo Stato deve assicurare e sostenere, ove appropriato, la creazione e lo sviluppo di ulteriori istituzioni nazionali indipendenti per la promozione e protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali in tutto il territorio sotto la sua giurisdizione, siano essi ombudsman (difensori civici), commissioni sui diritti umani o qualsiasi altro tipo di istituzione nazionale.
Articolo 15
Lo Stato ha la responsabilità di promuovere e facilitare l’insegnamento dei diritti umani e delle libertà fondamentali a tutti i livelli educativi e di assicurare che tutti i responsabili della formazione di avvocati, ufficiali preposti all’attuazione della legge (leggi, tra l’altro, forze di polizia), personale delle forze armate e pubblici ufficiali, inseriscano appropriati elementi di insegnamento dei diritti umani nei loro programmi di formazione.
Articolo 16
Gli individui, le organizzazioni nongovernative e le istituzioni competenti giocano un importante ruolo nel contribuire ad una maggiore consapevolezza pubblica delle questioni relative a tutti i diritti umani e le libertà fondamentali, attraverso attività quali l’educazione, la formazione e la ricerca in questi campi per rafforzare ulteriormente, tra l’altro, la comprensione, la tolleranza, la pace e le relazioni amichevoli tra le nazioni e tra tutti i gruppi razziali e religiosi, tenendo conto dei diversi contesti sociali e comunitari in cui svolgono le proprie attività.
Articolo 17
Nell’esercizio dei diritti e delle libertà di cui alla presente Dichiarazione, tutti, agendo individualmente o in associazione con altri, saranno soggetti alle sole limitazioni che, conformi agli obblighi internazionali applicabili, siano determinate dalla legge con l’esclusivo fine di assicurare il dovuto riconoscimento e rispetto dei diritti e delle libertà altrui, e di soddisfare i giusti requisiti della moralità, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
Articolo 18
1. Tutti hanno doveri verso e all’interno della comunità, nella quale soltanto il libero e pieno sviluppo della loro personalità è possibile.
2. Gli individui, i gruppi, le istituzioni e le organizzazioni nongovernative hanno un importante ruolo e responsabilità nella salvaguardia della democrazia, nella promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e nel contribuire alla promozione e al progresso delle società, delle istituzioni e dei processi democratici.
3. Gli individui, i gruppi, le istituzioni e le organizzazioni nongovernative hanno inoltre un importante ruolo e responsabilità nel contribuire, ove appropriato, alla promozione del diritto di tutti ad un ordine sociale ed internazionale in cui i diritti e le libertà sancite dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dagli altri strumenti sui diritti umani siano pienamente realizzati.
Articolo 19
Nulla nella presente Dichiarazione deve essere interpretato in modo tale da implicare il diritto di qualsiasi individuo, gruppo o organo della società o di qualsiasi Stato di intraprendere qualsivoglia attività o di compiere qualsiasi atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà di cui alla presente Dichiarazione.
Articolo 20
Nulla nella presente Dichiarazione deve essere interpretato in modo tale da permettere agli Stati di sostenere e promuovere attività di individui, gruppi di individui, istituzioni o organizzazioni nongovernative contrarie alle norme della Carta delle Nazioni Unite.




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