mercoledì 26 ottobre 2016

Pop Vicenza annuncia 1500 esuberi. “Non possiamo utilizzare fondo Governo”

1500 esuberi alla banca Pop Vicenza. Ad annunciarlo il presidente Gianni Mion a margine della presentazione di Space 2/Avio sottolineando che non sarà possibile usare il fondo esuberi del Governo.
“E’ un numero importante: 1.300-1.500. E purtroppo non è possibile utilizzare il fondo per gli esuberi bancari del Governo. Questo è un esubero strutturale, non è una cosa temporanea. Noi forse abbiamo commesso l’errore di dirlo subito. Non siamo in condizione di aspettare”.

fonte :  Alessandra Caparello

lunedì 24 ottobre 2016

Arriva il reato di stalking bancario

Presentata alla Camera la proposta di legge per punire le richieste persecutorie di banche e società di recupero crediti

Basta con i cittadini "perseguitati" dalle società di recupero crediti. È questo l'obiettivo della proposta di legge, appena presentata alla Camera da Fratelli d'Italia, per introdurre il reato di stalking bancario.
Una proposta di legge, ha dichiarato la leader del partito Giorgia Meloni (firmataria del testo insieme all'intero gruppo parlamentare di Fdi), nel corso della presentazione a Montecitorio, tesa ad "estendere il reato di stalking alle condotte persecutorie e aggressive che vengono messe in atto nei confronti dei cittadini dalle società di recupero crediti che lavorano per conto di banche, società finanziarie e grandi aziende".
La pdl, recante "Modifica all'articolo 612-bis del codice penale concernente il reato di atti persecutori commesso nell'esercizio di attività di recupero di crediti", prevede, in sostanza, l'introduzione di una aggravante rispetto alla pena prevista per gli atti persecutori, quando le condotte, messe in atto da istituti bancari, società finanziarie, filiali di recupero credito o da qualsiasi altro soggetto giuridico nella attività di recupero crediti, "esulano e travalicano quanto previsto dalla legge e le norme del codice di procedura civile".
Tra queste pratiche "scorrette" possono annoverarsi, ad esempio, le telefonate a qualsiasi ora del giorno (e della notte), le intimazioni "fittizie" e le pressioni di ogni tipo per indurre i debitori a saldare quanto dovuto.
Comportamenti che non solo esulano dal dettato legislativo ma che in passato hanno provocato danni e tragedie, come quello di Dario Casotto, raccontato in conferenza stampa dalla moglie Laura Schiavo, che non reggendo la pressione degli agenti di recupero crediti si tolse la vita per un debito di 40mila euro.
Da qui, l'esigenza di "impedire che altre famiglie subiscano lutti simili" ha concluso la Meloni durante la presentazione, seguita a ruota da Walter Rizzetto (altro firmatario della proposta), per il quale, i debiti vanno certamente pagati "ma con una riscossione più umana e più etica".

 di Marina Crisafi - Studiocataldi.it

mercoledì 12 ottobre 2016

Bnl taglia: 700 esuberi e 100 sportelli da chiudere

MILANO (WSI) – Arriva la cura dimagrante per Bnl, la banca romana controllata dai francesi di Bnp Paribas che si appresta a tagliare 700 posti di lavoro con prepensionamenti e a ridurre del 30% gli incentivi per il personale e  a chiudere altri 100 sportelli entro il 2020. Il gruppo ha presentato così il nuovo piano industriale ai sindacati dopo 11 mesi dall’arrivo del nuovo amministratore delegato, Andrea Munari.

Proprio Munari ha voluto la riorganizzazione della banca al fine di rilanciare la vocazione corporate della banca che a Milano aprirà un centro per i grandi clienti, con presidi corporate a Napoli e Roma. A cambiare sarà anche l’assetto della banca nel territorio con dieci macro aree rispetto alle quattro attuali al fine di dare risposte più veloci alla clientela. Nel piano industriale inoltre si prevedono nuovi investimenti nell’IT e la valorizzazione della banca on line Hello bank snellendo al contempo la direzione generale di Roma. Come ha spiegato una fonte sindacale citata da MilanoFinanza:
“Questo piano prevede efficientamenti, che noi chiamiamo esuberi, sia legati alla chiusura delle agenzie sia per interventi nei processi IT che generano complessivamente quasi 700 uscite, si tratta di persone che dovrebbero uscire con i requisiti della pensione, come accaduto già in passato in Bnl”.
Bnl dal 2012 a oggi ha già chiuso 100 agenzie e oggi può contare su 900 totali, un numero troppo alto considerando la crisi che sta vivendo attualmente tutto il comparto bancario. Un nuovo incontro tra banca e sindacati è previsto per il prossimo 18 ottobre.

fonte :  Alessandra Caparello  WSI

mercoledì 5 ottobre 2016

LA BOMBA DEL CREDITO : Il cerino acceso delle quattro banche


LA BOMBA DEL CREDITO : Il cerino acceso delle quattro banche è rimasto in mano al governo. Nessun compratore per gli istitui eredità di Etruria & C.

Eurozona: la "miccia esplosiva" di cui nessuno parla


NEW YORK (WSI) – Le conseguenze negative che la Brexit avrà in Europa non sono il problema esistenziale più pressante del continente. Sul breve termine il maggiore rischio economico e finanziario è quello rappresentato da Portogallo e Italia.
Lo sostiene la società di consulenza Eurasia, uno dei principali gruppi di analisi dei rischi politici al mondo. Per gli analisti “l’economia politica dell’Europa meridionale va di male in peggio“, si legge in una nota.
Il gran caos scaturito dalla Brexit il 23 giugno ha mascherato problemi ben più gravi in Europa. “È assolutamente possibile che nei prossimi mesi l’Italia e il Portogallo dovranno fare i conti con la caduta dei rispettivi governi e il ricorso a piani di salvataggio delle banche”.
Sarebbe un uno due molto doloroso per l’Eurozona e per i mercati mondiali. La situazione italiana, che rischia di piombare nell’instabilità politica se il governo non uscirà vincitore dal referendum costituzionale del 4 dicembre, è ben nota.
Ma quella portoghese è passata ancora più inosservata e rischia invece di essere il primo catalizzatore delle vendite sui mercati e prima valida preoccupazione per le autorità dell’Eurozona. A Lisbona il governo a guida socialista che è in piedi da appena nove mesi ha già bloccato le riforme economiche e fiscali chieste da Bruxelles e consigliate da Fmi e Bce. 
Il parlamento europeo ha provato a opporsi alla proposta dell’esecutivo europeo di ridurre i fondi destinati al Portogallo e alla Spagna, a causa dei loro deficit eccessivi. Ma la Commissione Europea ha detto che le regole sono regole e vanno rispettate. Perciò bisogna sospendere i fondi. Finora mai nessun paese membro è stato multato per violazione del Patto di Stabilità.

Portogallo rischia di restare senza aiuti Bce

Nelle ultime settimane la Commissione Europea e il governo portoghese sono però riusciti a trovare anche un accordo, quello per la ricapitalizzazione dell’istituto pubblico Caixa Geral de Depositos. È una delle due banche che sono sull’orlo del collasso da qualche tempo. Il vero problema in questo caso è come l’intervento pubblico dello Stato influenzerà il rating sulla qualità creditizia sovrana del paese.
È importante perché se il Portogallo dovesse essere declassato allo status di “spazzatura” (junk) dall’agenzia di rating canadese DBRS, non avrebbe più un solo giustizio di investiment grade rimasto e verrebbe punito inevitabilmente dai mercati, che perderebbero completamente la loro fiducia nelle capacità del governo di ripianare i debiti e rifinanziarsi sui mercati.
Le tre agenzie americane Fitch, Moody’s e Standard & Poor’s hanno già declassato a junk il credito del paese lusitano. Se il Portogallo resta orfano di un investment grade, perde il diritto di partecipare al programma di acquisto di bond della Bce, il Quantitative Easing.
“Il peggiore scenario è quello in cu i mercati sono minacciati, provocando la caduta del governo“. A proposito di esecutivo che rischia di sciogliersi, l’Italia è la prossima della lista delle micce esplosive che rischiano di scoppiare in Eurozona a fine anno.
Secondo il gruppo di consulenza politica “l’Italia è altrettanto vulnerabile”. Le riforme hanno perso slancio prima del referendum di questo autunno. Per ora “continuiamo a credere che il referendum passerà (con il 60% delle probabilità). Ma questo non significa che i rischi siano trascurabili. Se vincono i No il governo cadrà”.
Nel suo  rapporto sui malanni dell’Eurozona, Eurasia pone l’accento anche sulla crisi politica in Spagna, che non sa ancora se andrà alle terze elezioni in nove mesi di tempo a dicembre, e i problemi di bilancio senza fine della Grecia. L’elenco è lungo (si possono citare il caso Deutsche Bank e la crisi di fiducia nel settore privato della Germania), ma Portogallo e Italia sono in cima alla lista delle preoccupazioni.

Eurozona: la "miccia esplosiva" di cui nessuno parla

domenica 2 ottobre 2016

La casa va all'asta, pignorata dalla banca, imprenditore 60enne si impicca: "Ha lasciato un biglietto"





MASSA CARRARA - La casa va all'asta e lui, disperato, si impicca. È successo nella provincia di Massa Carrara. Vittima un imprenditore sessantenne.

La scoperta del cadavere è avvenuta nella tarda serata di ieri nell'abitazione: gli investigatori avrebbero trovato anche un biglietto.

L'uomo non avrebbe retto il dolore per aver perso i suoi beni. La casa sarebbe stata pignorata da una banca ed è poi finita all'asta.



 La casa va all'asta, pignorata dalla banca, imprenditore 60enne si impicca: "Ha lasciato un biglietto"

Google+ Badge